Come si fa a sapere quando prendere profitto su un buon trade? Dobbiamo forse prima chiedere a noi stessi quanto siamo avidi? L’avidità e la bramosia, così come la paura, sono emozioni dalle quali non dobbiamo farci condizionare. Ma non è corretto dire che le emozioni sono del tutto negative. Sarà l’avidità, la voglia di guadagnare a spingerci a fare trading, sarà una sana dose di paura a tenerci lontani dal giocare d’azzardo. Nulla di negativo quindi nelle emozioni in sé, ma è importante tenerle sotto controllo e sfruttarle a proprio vantaggio. Torniamo al nostro quesito: quando uscire da un trade e portare a casa i profitti?

Spesso i traders, anche quelli che fanno profitti, si lamentano di uscire troppo presto da trade profittevoli.

Stabiliamo una regola e lasciatemi essere dogmatico. La ragione dell’insuccesso nel trading è il non ammettere a noi stessi di poter sbagliare e quindi non proteggersi quando eseguiamo il trade. Dobbiamo invece convincerci che NOI commettiamo l’errore e NOI siamo la causa della perdita. La colpa non è del mercato, della fonte d’informazioni, della stampa o di chicchessia. È solo nostra perché non ci siamo dati delle regole precise per sapere quando acquistare e quando vendere. I trader di successo prima di tutto difendono il loro capitale. Sono quelli che più rapidamente escono da un trade che non funziona piuttosto che dargli il beneficio del dubbio. Vivono il trading basandosi sull’assunto che i migliori trade portano rapidamente profitti. Ecco perché i vincenti, stabilita la perdita massima, fissano anche sempre un limite al profitto: la decisione di quanto guadagnare è determinata PRIMA di entrare in un trade, così come ogni battaglia è vinta PRIMA di essere combattuta. Dato che stiamo trattando degli aspetti mentali del trading, immaginiamo di trovarci in un momento di difficoltà. Abbiamo sbagliato un trade e, mal ce ne incolga, non avevamo posizionato adeguatamente uno stop alle perdite. Cosa fare se siamo presi in una morsa? Innanzitutto offrire una ”preghiera agli dei”. Ciò significa, sbarazzarsi immediatamente di metà della nostra posizione. Ridurre le dimensioni dell’investimento comporta due aspetti, uno monetario e uno mentale: riduce il rischio del portafoglio, e sposta l’equilibrio psicologico verso una situazione win-win. Se il mercato si gira a nostro favore, avremo ancora parte della posizione in essere e incasseremo il merito della decisione rivelatasi azzeccata. Se invece il trend continua contro di noi, la nostra perdita sarà ridotta e avremo ancora la possibilità di investire alla prossima occasione che il mercato ci offrirà. Il nostro obiettivo principale deve essere quello di rimanere in partita. Per questo è così importante sgomberare la mente dai trade passati. Badate bene, non intendo dimenticare gli errori commessi, anzi. Se non avete messo lo stop alle perdite fate in modo che sia l’ultima volta nella vostra vita che commettete questo errore. Fatto questo, non rimuginate sulle occasioni perse e guardate avanti. Il mattino successivo, entrate in un trade e portate a casa un piccolo profitto. Non diventerete ricchi ma inizierete bene, intendo con uno stato di benessere mentale, la vostra giornata di trading.

Meglio portare a casa piccoli profitti o attendere di fare il trade della vita?

Un approccio coerente, altra parola chiave per i traders, prevede la costruzione del proprio patrimonio per gradi attraverso una serie ripetuta di trade di dimensioni adeguate al proprio portafoglio. Per questo motivo chi apre un conto trading con poche centinaia di euro non ha NESSUNA possibilità di guadagnare soldi veri. Sarà, infatti, spinto a utilizzare una leva finanziaria eccessiva che lo porterà a livelli di rischio eccessivi e quindi a perdere il proprio capitale. Esiste una ragione precisa per questo e basta riferirsi a quanto abbiamo detto relativamente alla comune forma mentis e alla remunerazione dei nostri sforzi. Se spendiamo ore davanti ai monitor guardando grafici, vorremo essere gratificati economicamente per il tempo sottratto ad altre attività. Ognuno di noi ha una soglia differente, una personale tariffa oraria diciamo, che applicherà moltiplicandola per le ore spese. Per raggiungere tale remunerazione, ipotizziamo dieci euro l’ora, se fate trading con un conto da poche centinaia di euro dovrete raggiungere percentuali di profitto esorbitanti. Trenta euro di profitto rappresentano, ad esempio, il quindici percento di un conto da duecento euro. La ricerca di una simile performance con pochissimi trade vi spingerà a un uso fuori misura della leva e quindi a buttare il vostro denaro. Ecco perché non ha senso nemmeno iniziare a fare trading senza investire almeno qualche migliaio di euro. Scegliete con cura la banca con cui fare trading e valutate bene anche questo elemento: chi vi promette guadagni stratosferici in poche ore e con importi modesti sta mentendo.

Ci auguriamo che il podcast sia stato di vostro gradimento

Un saluto da PDC Academy

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Ascolta “EP.43 – Quando prendere profitto” su Spreaker.

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