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Trading

Ep 45 – Il pattern della perdita

Coloro che hanno scelto di essere traders si trovano di fronte a una montagna da sfidare ogni giorno, mutevole come mutevoli sono le condizioni di mercato. Questa montagna può risultare ancora più ardua da scalare se ci facciamo guidare dalle emozioni. Si può avere un grande metodo di trading, aver appreso le tecniche di trading dei migliori al mondo, ma se la paura o l’esitazione formano un blocco emotivo non ci sarà alcun profitto. Tutti i traders di successo hanno imparato a diventare padroni delle emozioni, gestendo le proprie debolezze e sfruttando i punti di forza.

La perdita del proprio denaro nella società consumistica occidentale è vista come una sconfitta personale, un vero e proprio attacco al proprio ego. È la conseguenza di un condizionamento sociale che abbiamo sin da piccoli, di cui è difficile liberarsi soprattutto per gli appartenenti al genere maschile. Ecco perché il nostro Io non accetta la perdita in nessun campo.

Noi trader dobbiamo superare questo condizionamento. Rendiamoci conto che ogni trader si trova di fronte alla realtà ineludibile che ogni giorno, ogni trade, presenta la possibilità di perdere. Il trading è un equilibrio tra fallimento, successo e possibilità di sbagliare. Quando s’incassa una perdita, c’è un potente attacco emotivo all’ego, all’autostima, alla fiducia. Le due emozioni più diffuse legate alle perdite sono, infatti, la paura e la frustrazione.

Come superare questa condizione? La soluzione è diventare consapevoli che PERDERE fa parte del trading. La possibilità di perdere parte del nostro denaro non ci lascia mai.

Tutti i trader perdono, anche i più bravi. La differenza è che loro hanno accettato questa condizione che è insita nel trading e, oserei dire, nella vita stessa. Il trader abbandona il proprio ego quando si siede davanti allo schermo; non sta combattendo contro un nemico, il mercato nel nostro caso, come avviene invece nei videogames. In questo sta la differenza: il trading non è un gioco. Si può imparare ad accettare la perdita, ridefinendo il senso stesso di perdita. Se la equiparo al fallimento, allora si ripercuoterà sul mio equilibrio. Se la considero invece come qualcosa che è parte integrante del trading, preparerò la mia mente ad affrontarla e affinerò le mie competenze per limitarne l’entità e la frequenza.

Un’altra gabbia che la nostra mente cerca di mettere alla nostra ambizione è legata all’innata propensione per i modelli che ci accompagnano ogni giorno. Abbiamo bisogno di modelli riconoscibili che ci facciano sentire al sicuro. Siamo automaticamente attratti da modelli che ci permettono di codificare le esperienze della vita e ricondurle a qualcosa che la nostra mente già conosce e accetta: i cosiddetti schemi mentali. Ecco dove sta il problema per chi fa trading; mentre il corpo è soggetto ad adattarsi alle condizioni esterne per sentirsi a proprio agio e mantenere integre le sue funzionalità, la mente non ha la capacità di distinguere tra modelli buoni e cattivi e li assimila entrambi. Molti trader che non riescono a fare profitti consistenti, in realtà commettono spesso lo stesso tipo di errore, bloccati in uno schema mentale senza la capacità di uscirne.

Qual è la soluzione per rompere uno schema? Alzarsi e allontanarsi dal trading rappresenta il modo più veloce per fermare il ripetersi di uno schema. Razionalizzate il vostro trading analizzandolo a fine giornata. Se osserverete che un errore è stato ripetuto più volte, fermate la vostra attività l’indomani e riprendete il controllo delle emozioni e quindi del vostro trading.

Non lasciate mai che la vostra mente risulti anestetizzata a tal punto da non reagire davanti ad un errore. Uscite dal trade, spegnete i monitor e fate tutt’altro. Quando avrete recuperato il vostro equilibrio, prima di fare trading riesaminate i vostri trade precedenti: se gli errori vi sembreranno così lampanti da farvi sentire un poco sciocchi, ricominciate a fare qualche trade di modesto importo.

Ci auguriamo di esservi stati di aiuto, un salto da PDC Academy.

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EP44 – Meticolosamente metodici

La differenza tra il successo e il fallimento nel trading, è la stessa che c’è tra un uomo che conosce e segue delle regole ben precise e gli uomini che tentano di indovinare. Il successo è legato al disciplinato rispetto delle regole e di una strategia d’investimento, in altre parole è legato al metodo.

Personalmente ecco come ho iniziato ad imbastire la mia prassi operativa quando inizia a capire che il trading poteva essere una potenzialità economica.

Ho iniziato a
fare trading con soldi virtuali usando la versione demo di una piattaforma online e solo in seguito utilizzando soldi veri. L’esperienza su una demo mi è stata utile per allenarmi ed acquisire degli automatismi nel rispondere ai movimenti del mercato
Dopo di che ho seguito corsi di formazione gestiti da traders con esperienza che mi hanno permesso di usare le tecniche che tutt’oggi utilizzo.

Quando sono passato al trading reale ho ben compreso cosa significasse studiare le mie personali emozioni: fare trading con denaro proprio offre stimoli e quindi reazioni diverse rispetto al denaro virtuale del conto demo

Al contrario del mio inizio vi consiglio sempre, proprio come ho sempre fatto nei miei podcast di cominciate investendo non più del 2% del vostro capitale in ogni singolo trade e anche in seguito, quando comincerete a sentirvi molto bravi, non superate MAI il 10%

Il profitto o la perdita dipendono da voi e non da un’entità astratta, benevola o malevola che sia quindi accettate il risultato che nel corso del tempo maturate, dato che per il 99% è frutto delle vostre competenze. Ammettete i vostri errori proprio come io ho fatto con i miei, accettando le mie lacune e le mie debolezze.

Non sognate ma pianificate obiettivi realistici. Ho sperimentato pure io l’ebrezza di pormi obiettivi di performance impossibili ma con la conseguenza che ciò non porta a nulla di buono. Se apro il mio primo conto trading con 2000 euro di capitale e mi pongo come obiettivo di guadagnare 10.000 euro nel primo mese, è automatico che sarò deluso anche in caso di raggiungimento di una buona performance comunque distante dal mio irrealizzabile obiettivo

Ricordatevi sempre, e dico sempre di portarvi a casa il profitto, grande o piccolo che sia e siate soddisfatti in caso di guadagno: durante le prime esperienze di trading, quando guadagnavo mi facevo anche un piccolo regalo a me o alla mia famiglia, proprio per premiarmi del risultato ottenuto.

In caso di risultato negativo invece ho sempre analizzato con lucidità le perdite, la colpa è ho fatto fatica all’inizio ad accettare il fatto che la colpa era totalmente mia, proprio perché tutti bel bene o nel male siamo orgogliosi di noi stessi e difficilmente accettiamo di sbagliare, cerca di storcere questo concetto dalla mente il prima possibile.

Più forte sarai nel controllare sia l’euforia che la paura, più guadagnerai soldi.

Provate a verificare quanta soddisfazione vi darà raggiungere il profitto sapendo che questo è il frutto del vostro impegno, della vostra disciplina e della vostra competenza. Una sensazione davvero impagabile, credetemi.

Le vostre azioni, oltre a dire chi siete, sono l’unica cosa che influenzerà la vostra performance.

L’invito che allora voglio rivolgervi è questo: misurate il rischio, definite dei parametri di tolleranza e stabilite dei limiti, stop loss e take profit, per fare in modo di non superare mai tali parametri.

Un saluto da PDC Academy

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Ep. 43 Quando prendere profitto?

Come si fa a sapere quando prendere profitto su un buon trade? Dobbiamo forse prima chiedere a noi stessi quanto siamo avidi? L’avidità e la bramosia, così come la paura, sono emozioni dalle quali non dobbiamo farci condizionare. Ma non è corretto dire che le emozioni sono del tutto negative. Sarà l’avidità, la voglia di guadagnare a spingerci a fare trading, sarà una sana dose di paura a tenerci lontani dal giocare d’azzardo. Nulla di negativo quindi nelle emozioni in sé, ma è importante tenerle sotto controllo e sfruttarle a proprio vantaggio. Torniamo al nostro quesito: quando uscire da un trade e portare a casa i profitti?

Spesso i traders, anche quelli che fanno profitti, si lamentano di uscire troppo presto da trade profittevoli.

Stabiliamo una regola e lasciatemi essere dogmatico. La ragione dell’insuccesso nel trading è il non ammettere a noi stessi di poter sbagliare e quindi non proteggersi quando eseguiamo il trade. Dobbiamo invece convincerci che NOI commettiamo l’errore e NOI siamo la causa della perdita. La colpa non è del mercato, della fonte d’informazioni, della stampa o di chicchessia. È solo nostra perché non ci siamo dati delle regole precise per sapere quando acquistare e quando vendere. I trader di successo prima di tutto difendono il loro capitale. Sono quelli che più rapidamente escono da un trade che non funziona piuttosto che dargli il beneficio del dubbio. Vivono il trading basandosi sull’assunto che i migliori trade portano rapidamente profitti. Ecco perché i vincenti, stabilita la perdita massima, fissano anche sempre un limite al profitto: la decisione di quanto guadagnare è determinata PRIMA di entrare in un trade, così come ogni battaglia è vinta PRIMA di essere combattuta. Dato che stiamo trattando degli aspetti mentali del trading, immaginiamo di trovarci in un momento di difficoltà. Abbiamo sbagliato un trade e, mal ce ne incolga, non avevamo posizionato adeguatamente uno stop alle perdite. Cosa fare se siamo presi in una morsa? Innanzitutto offrire una ”preghiera agli dei”. Ciò significa, sbarazzarsi immediatamente di metà della nostra posizione. Ridurre le dimensioni dell’investimento comporta due aspetti, uno monetario e uno mentale: riduce il rischio del portafoglio, e sposta l’equilibrio psicologico verso una situazione win-win. Se il mercato si gira a nostro favore, avremo ancora parte della posizione in essere e incasseremo il merito della decisione rivelatasi azzeccata. Se invece il trend continua contro di noi, la nostra perdita sarà ridotta e avremo ancora la possibilità di investire alla prossima occasione che il mercato ci offrirà. Il nostro obiettivo principale deve essere quello di rimanere in partita. Per questo è così importante sgomberare la mente dai trade passati. Badate bene, non intendo dimenticare gli errori commessi, anzi. Se non avete messo lo stop alle perdite fate in modo che sia l’ultima volta nella vostra vita che commettete questo errore. Fatto questo, non rimuginate sulle occasioni perse e guardate avanti. Il mattino successivo, entrate in un trade e portate a casa un piccolo profitto. Non diventerete ricchi ma inizierete bene, intendo con uno stato di benessere mentale, la vostra giornata di trading.

Meglio portare a casa piccoli profitti o attendere di fare il trade della vita?

Un approccio coerente, altra parola chiave per i traders, prevede la costruzione del proprio patrimonio per gradi attraverso una serie ripetuta di trade di dimensioni adeguate al proprio portafoglio. Per questo motivo chi apre un conto trading con poche centinaia di euro non ha NESSUNA possibilità di guadagnare soldi veri. Sarà, infatti, spinto a utilizzare una leva finanziaria eccessiva che lo porterà a livelli di rischio eccessivi e quindi a perdere il proprio capitale. Esiste una ragione precisa per questo e basta riferirsi a quanto abbiamo detto relativamente alla comune forma mentis e alla remunerazione dei nostri sforzi. Se spendiamo ore davanti ai monitor guardando grafici, vorremo essere gratificati economicamente per il tempo sottratto ad altre attività. Ognuno di noi ha una soglia differente, una personale tariffa oraria diciamo, che applicherà moltiplicandola per le ore spese. Per raggiungere tale remunerazione, ipotizziamo dieci euro l’ora, se fate trading con un conto da poche centinaia di euro dovrete raggiungere percentuali di profitto esorbitanti. Trenta euro di profitto rappresentano, ad esempio, il quindici percento di un conto da duecento euro. La ricerca di una simile performance con pochissimi trade vi spingerà a un uso fuori misura della leva e quindi a buttare il vostro denaro. Ecco perché non ha senso nemmeno iniziare a fare trading senza investire almeno qualche migliaio di euro. Scegliete con cura la banca con cui fare trading e valutate bene anche questo elemento: chi vi promette guadagni stratosferici in poche ore e con importi modesti sta mentendo.

Ci auguriamo che il podcast sia stato di vostro gradimento

Un saluto da PDC Academy

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EP.42 – Lo stato psicologico della nostra mente

Molti traders sono pronti a riconoscere che, nonostante abbiano familiarità con strategie vincenti e tecniche di gestione del denaro, il successo del loro trading dipende dallo stato psicologico della mente. Il trading è senza dubbio una disciplina orientata alle prestazioni. Stress e pressioni mentali possono influenzare la capacità di fare performance. Molto di ciò che è stato scritto negli ultimi venti anni sul come ottenere le massime prestazioni sia negli affari che nello sport, può essere applicato al trading.

Il successo non è una funzione di quanto sei intelligente o quanto ti sei applicato nello studio. Questo è difficile da accettare in una società come quella occidentale che sin da piccoli ci condiziona ad accettare un modello di vita che premia lo sforzo: più lavoro più guadagno. Nel trading non è così!

Ogni giorno tutto il passato è cancellato e si ricomincia da capo. Questo è uno dei più grandi ostacoli da superare per il trader vincente: ricominciare ogni giorno da zero. Un professionista può sedersi di fronte a uno schermo per tutta una sessione di trading in attesa di uno schema riconoscibile per entrare sul mercato e può accadere che il giorno passi senza che abbia fatto una sola operazione.

Esiste anche nel trading la tentazione, talvolta compulsiva, di assumere posizioni solo per giustificare il tempo impiegato davanti al monitor. Il trader vincente non cede a questa tentazione. Lo so che è frustrante, ma rendiamoci conto che questo é il mercato, un’entità che cambia e non possiamo piegare al nostro volere. Detto questo, quali sono i principi guida per migliorare la performance?

Il primo principio per migliorare la prestazione è di mettere divertimento nel trading. Non iniziate a fare trading se avete appena perso il lavoro. Scordatevi, purtroppo, di essere nelle condizioni mentali per fare performance. Il trading è per chi è in una condizione mentale di serenità e ha scelto di appassionarsi ai mercati finanziari.

Un secondo principio è di vivere l’attimo. Noi esseri umani siamo portati a proiettare il nostro pensiero oltre il presente sia andando a ritroso nel passato sia proiettandoci nel futuro. Un trader deve concentrarsi sul movimento dei prezzi attuali del mercato, tutto quello che gli serve in quel momento è sul suo schermo. Una buona analogia è un giocatore professionista di tennis che si concentra solo sul punto che sta giocando. Chi pratica questo sport sa che la partita si vince anche se complessivamente il nostro avversario ha fatto qualche punto in più o addirittura vinto più games. Questo perché non tutti i punti hanno lo stesso peso ed è importante essere al massimo della concentrazione nei momenti decisivi. Il campione, il trader di successo per analogia, deve aver fiducia che, concentrandosi sulle tecniche cui ha lavorato e grazie al suo allenamento psicofisico, prevarrà e sarà in grado di battere il suo avversario. Ricordate: ogni giorno è un nuovo giorno. Dimenticate quanto avete fatto ieri, quello che conta è ciò che si fa oggi!

Il terzo principio è la fiducia in se stessi. Alcune persone sono naturalmente nate fiduciose mentre altre sono in grado di trasferire nel trading il successo ottenuto in altri aspetti della loro vita. Ma ci si può anche allenare per ottenere la fiducia. Studia, impara, metti in pratica sulla versione demo della tua piattaforma di trading online quanto hai appreso. Allena la tua mente, e il tuo corpo attraverso una vita sana, e ti starai preparando ad avere successo nel trading. Costruisci un bagaglio di conoscenze, scegli le tue fonti d’informazione, pianifica il tuo trading fissando stop e limiti e rispettandoli con rigore. Più lo farai e più rafforzerai la tua disciplina e quindi la fiducia in te stesso. Fiducia, non è altro che la convinzione che darsi delle regole e rispettarle, ti porterà ad avere successo. Non c’è nulla di magico o di segreto. I grandi trader sono persone che si allenano a vincere, proprio come fanno gli sportivi. Più sarai in grado di eliminare le emozioni dal tuo trading, migliore sarà la tua performance.

Il quarto ingrediente importante per ottenere le massime prestazioni è l’atteggiamento, ovvero il modo di affrontare le situazioni avverse che inevitabilmente accadono sui mercati. Atteggiamento è anche il modo di gestire la quotidianità; ogni trader ha attraversato fasi di calma, di grande crescita ma anche crolli e panic selling. Quello che conta è la consapevolezza che, se hai fatto qualcosa di buono una volta, sei in grado di ripeterlo. Questa consapevolezza, che abbiamo chiamato atteggiamento, è un’arma potente e può fare di te un trader molto più forte. Nessuno indovina cento trade su cento. Il fatto che basterà indovinarne quaranta su cento per essere in profitto deve diventare una convinzione. Il sapere che se hai chiuso quattro trade su dieci in profitto oggi allora sarai in grado di farlo anche domani, sarà la tua consapevolezza.

Ci auguriamo che questo podcast sia stato di tuo gradimento

Un saluto da PDC Academy

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Ep. 41 Il trader Disciplinato

La nostra mente ci condiziona in tutto e, a maggior ragione, ci condiziona in un’attività così coinvolgente dal punto di vista emotivo come il trading sui mercati finanziari. L’importanza del lato psicologico nell’attività di trading è, come può confermarci qualsiasi trader con un po’ di esperienza, assolutamente decisiva. Quando facciamo trading spesso siamo presi da fattori emotivi che condizionano moltissimo le nostre decisioni, a tal punto da farci sbagliare nella scelta dei momenti di entrata e uscita dal mercato.

Se per esempio il nostro trade è favorevole portandoci verso il profitto, attenderemo di uscire dalla nostra posizione quando avremo ottenuto il nostro guadagno. Ma qual è il nostro guadagno? Se al momento di impostare il nostro trade non abbiamo definito un livello di guadagno, noi rimarremo nel trade e attenderemo senza portare a casa il profitto; poi subentrerà la fase dell’incertezza quando vedremo che il profitto accumulato si andrà riducendo, ma ancora non usciremo dal trade confidando in una ripresa.

A quel punto, invece che risalire il nostro investimento potrà scendere repentinamente portandoci in area di perdita. Che fare? Se non avevamo prefissato una perdita, osserveremo i monitor sperando che un intervento provvidenziale riporti il nostro investimento in guadagno. Se anche dovesse accadere, dopo tutto lo stress che avremo vissuto non ci accontenteremo più di un piccolo guadagno: tutta questa fatica deve essere ricompensata…e finiremo con l’uscire dal trade quando ormai sarà troppo tardi.

Questa è la strada giusta per perdere soldi!

L’unica via per governare le nostre decisioni è eliminare le emozioni o ridurne l’impatto per quanto è possibile. Dobbiamo allora formarci una DISCIPLINA ovvero la capacità di rispettare le regole, quelle regole dal cui rispetto dipendono appunto le nostre performance di traders.

Prima di prendere posizione sul mercato è indispensabile stabilire con precisione a che prezzo vogliamo comprare, a che prezzo vogliamo vendere, e quindi quanto vogliamo guadagnare, e quanto siamo disposti a perdere se abbiamo preso la decisione sbagliata. Sul mercato vincono coloro che hanno un trading regolato da una ferma disciplina, e perdono quelli che si lasciano prendere dall’euforia nei momenti di guadagno, o dal panico nei momenti di perdita.

I più importanti elementi su cui fondare la nostra disciplina li abbiamo già richiamati: stop loss, che è un limite massimo di perdita oltre il quale non siamo disposti a restare in posizione, e take profit, e cioè il nostro obiettivo di guadagno raggiunto il quale chiuderemo la posizione.

È evidente che è lo stop alle perdite il primo elemento fondamentale del trading. Lo stop loss può essere quindi definito come la massima perdita che il trader decide, a priori, di subire qualora l’operazione che si accinge a eseguire non vada nella direzione voluta. Definire l’ampiezza dello stop loss è importante per valutare il profilo di rischio dell’operazione, rapportando la massima perdita al potenziale profitto del trade che ci si accinge a iniziare.

Un consiglio operativo è quello di non posizionare lo stop esattamente sotto o sopra supporti e resistenze, ma di lasciare un po’ di spazio tra il massimo o il minimo precedente e il proprio livello di stop loss perché spesso questi livelli vengono superati momentaneamente dai prezzi compiendo le cosiddette false rotture.

 

Ricordiamo per l’ennesima volta uno degli assunti del trading: una volta impostato lo stop loss non c’è errore più grande che quello di spostarlo, per qualunque ragione, o peggio ancora, di toglierlo. Sarebbe il miglior modo per vedere esaurito in poco tempo il proprio capitale di trading. Quindi fissate lo stop e rispettatelo.

Ci auguriamo che il podcast sia stato di vostro gradimento

Un saluto da PDC Academy

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