Fare trading, in fin dei conti, è banale: basta avere le giuste informazioni, usarle per capire che ne sarà del prezzo di qualcosa nei prossimi minuti, ore o giorni e piazzare un ordine di conseguenza attendendo di raccogliere i meritati guadagni.

Nella descrizione che abbiamo appena dato, mancano dei tasselli fondamentali la cui assenza fa sì che il trading appaia come qualcosa del tutto assimilabile a una banale scommessa, ed in effetti di questo si tratta per buona parte dei traders privati, i quali, come ovvia conseguenza, alla lunga perdono

Molti di coloro che si avvicinano ai concetti dell’analisi tecnica dei grafici tendono ad acquisire alcune delle regole dell’Analisi tecnica stessa come strumenti oggettivi per la lettura dei grafici: le prime esperienze in presenza di supporti o resistenze, profittevoli o fallimentari che siano, creeranno nel trader una convinzione radicata su ciò che succede in presenza di configurazioni grafiche di quel genere.

A questo punto la tendenza sarà quella di replicare le operazioni all’occasione successiva se le cose erano andate bene (magari con posizioni più abbondanti) o fare l’esatto opposto se le cose erano andate male, il tutto con la certezza di aver capito benissimo cosa farà il mercato.

Ovviamente il contesto nel frattempo è cambiato, così che le informazioni a disposizione del trader non sono più di quelle che aveva nella prima occasione, ma nella testa del trader la situazione è ben diversa in quanto sarà sicuro di aver imparato dall’esperienza.

Gli esiti sulla singola operazione sono tutti ugualmente probabili, alla lunga invece il destino del trader ”illuso” è segnato, soprattutto se una fortunata serie di operazioni chiuse in profitto rafforzerà la sua convinzione di ”aver capito”.

Processi mentali simili possono riguardare addirittura grandi gruppi di persone, ad esempio in presenza delle bolle speculative: ad un certo punto tutti, dal manager al carpentiere, sono in grado di giocare in borsa e fare profitti costanti ed ovviamente la cosa non stupisce nessuno, anzi!

Tutti continuano ad avere un tale riscontro oggettivo che la loro intuizione è corretta da reinvestire i guadagni su nuovi acquisti o peggio prendere a prestito soldi per investirli in borsa sicuri delle proprie indiscutibili capacità. Poi il contesto cambia, la bolla rivela la sua natura e scoppia e proprio come accadde a bitcoin nel 2018, molti persero risparmi, case e ancora peggio, la propria vita.

Uno dei motivi per cui è davvero difficile formarsi e progredire nel trading è la continua tentazione di rivolgersi a metodi e ricette facili (per quanto del tutto teoriche) piuttosto che a un più complesso percorso di studio, prove ed errori seguito con criterio e rigore.

La realtà dei fatti è poi evidentemente un’altra e il trading è per sua natura un’attività profittevole solo per una minoranza di coloro che lo praticano. Per appartenere a questa minoranza occorre riuscire a realizzare ciò in cui la maggior parte dei contendenti fallisce: operare giorno per giorno sui mercati in modo lucido ed efficiente, evitando di lasciarsi condizionare eccessivamente dalle esperienze precedenti (che come abbiamo visto possono essere facilmente male interpretate) e attenendosi ad un piano di trading che non deve essere solo vincente, deve anche esistere!

Ci auguriamo che questo podcast sia stato di vostro gradimento, un saluto da PDC Academy

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